Ranucci, Lavitola, il fumo e l’arrosto attorno a Report
Stefano Bisi.
Non mi appassiona ma sta appassionando molti il dibattito sul rapporto tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola, amici da anni. L’ex giornalista, attraverso una serie di interviste, rivela dettagli del loro legame e lancia accuse e allusioni che alimentano una vicenda intricata che ha avuto come primo effetto quello dello stop alle repliche estive di Report. Come riporta il Corriere della Sera, Ranucci conferma l’amicizia, ma ribadisce la propria buona fede e prende le distanze dalle dichiarazioni di Lavitola e in in un incontro con la redazione del programma, il giornalista avrebbe detto di essere pronto a un passo indietro in caso di dubbi da parte della squadra. Se la redazione ha dubbi è un problema tra Ranucci e i suoi colleghi.
Qualche volta ho guardato Report e in almeno un’occasione sono stato bersaglio, ma ammetto di non aver capito e di non condividere la scelta della Rai di fermare le repliche estive della trasmissione annunciando al tempo stesso che il programma riprenderà regolarmente in autunno. Non capisco: se nella tv di Stato pensano che in passato ci siano aspetti poco chiari nella realizzazione del programma non si comprende perché Report debba proseguire il suo lavoro in futuro con gli stessi personaggi. Se c’è arrosto si blocchi per sempre, se c’è solo fumo non si applichi a Report il Metodo Report e si lascino lavorare in pace Ranucci e i cuoi colleghi.





