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L’Inghilterra va in semifinale ma a Miami esplode una polveriera interna con Bellingham arrabbiato

Ariel Piccini Warschauer.

L’Inghilterra vola in semifinale ai Mondiali, ma a Miami esplode una polveriera. La nazionale dei Tre Leoni stacca il pass per la Final Four – come nel 1966, nel 1990 e nel 2018 – superando una tostissima Norvegia per 2-1 dopo 120 minuti di autentica sofferenza. A decidere il match è ancora una volta il “man of the match” assoluto del torneo, Jude Bellingham, autore di una doppietta monumentale (gol al 47′ e sigillo decisivo al 93′). Eppure, l’aria che si respira nel ritiro inglese è tutt’altro che serena. A fine partita, infatti, è andato in scena uno scontro frontale a distanza tra il ct Thomas Tuchel e la sua stella più luminosa.

Il tecnico tedesco si è presentato ai microfoni visibilmente contrariato, rifiutandosi di edulcorare una prestazione opaca: “Siamo stati fortunati” – ha sentenziato Tuchel senza giri di parole. “Ci siamo complicati la vita da soli. Il risultato è fantastico, siamo tra le prime quattro ed è incredibile, ma non posso essere felice della prestazione. Siamo stati pigri, lenti, pieni di errori tecnici. Se siamo passati, è solo per la pura mentalità, non per il gioco”.

Un’analisi spietata che evidenzia le difficoltà di un’Inghilterra che finora ha faticato in tutto il percorso iridato: dal sofferto 4-2 all’esordio con la Croazia, passando per il pari con il Ghana, fino alle clamorose fatiche contro RD Congo e Messico.

Le parole del ct non sono affatto piaciute a Bellingham. Il fuoriclasse del Real Madrid, arrivato a quota 6 gol nel torneo (una media pazzesca di una rete a partita), ha risposto con fermezza alle critiche del proprio allenatore:

“Certo, come no, dicano pure quello che vogliono. Lì in mezzo è dura, le condizioni climatiche erano proibitive e tutti i ragazzi hanno sputato sangue. Forse lui [Tuchel] non sa cosa significhi giocare con questo caldo e questa umidità contro gente come Haaland, Ødegaard, Nusa e Sørloth. Non si può vincere sempre facendo mille passaggi, a volte bisogna saper vincere ‘sporco’, ed è quello che abbiamo fatto oggi”. 

Se Bellingham difende il gruppo, i senatori della storia inglese si schierano compatti con Tuchel. Alan Shearer ha lodato l’onestà del tecnico tedesco: “Per anni abbiamo sentito allenatori difendere la squadra a prescindere. Bisogna dare grande credito a Tuchel per aver detto la verità”. Sulla stessa linea Wayne Rooney: “Thomas ha perfettamente ragione sulla mentalità. La squadra ha mostrato carattere, soprattutto dovendo rinunciare a Konsa e Rice per infortunio, ma per ampi tratti la Norvegia ha giocato meglio”.

Ora i Tre Leoni faranno ritorno ad Atlanta per la semifinale contro l’Argentina. Sarà una sfida stellare, un classico del calcio mondiale, ma per superare l’Albiceleste l’Inghilterra dovrà mostrare qualcosa in più rispetto ai colpi individuali dei singoli. Matt Upson, ex difensore della nazionale, è convinto che la strigliata di Tuchel servirà: “In condizioni climatiche migliori mi aspetto un approccio e un ritmo totalmente diversi. Sappiamo tutti che questa squadra può fare molto meglio”. La caccia al secondo titolo mondiale continua, ma l’Inghilterra ci arriva con il pass per le semifinali in tasca e un caso interno da risolvere al più presto.

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