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“Sostieni Israele, meriti l’inferno”: dopo la busta con proiettile nuove minacce di morte al sindaco di Varallo Sesia

Ariel Piccini Warschauer.

Il clima d’odio che circonda chiunque osi schierarsi apertamente a favore di Israele continua a produrre frutti avvelenati nelle nostre province. L’ultimo, inquietante episodio di intolleranza e violenza politica arriva dall’alto Vercellese, dove il sindaco di Varallo, Pietro Bondetti, è finito al centro di una spaventosa escalation di minacce di morte.  

Dopo il recapito di una busta contenente un proiettile vero lo scorso giugno, l’offensiva contro il primo cittadino si è spostata sui canali digitali. Una e-mail carica di insulti pesantissimi e intimidazioni è stata intercettata nella casella di posta elettronica del Comune della Valsesia. Il testo, redatto in lingua inglese e proveniente da un indirizzo anonimo, non lascia spazio a interpretazioni: “Sono contento che quel tizio ti abbia spedito un proiettile vero; Fuck Israele e anche tu se lo sostieni. Ti meriti il posto più caldo dell’inferno e ci vediamo lì…”. In calce al messaggio, un beffardo e ironico commiato: “Saluti dagli Stati Uniti”.  

La colpa di Bondetti, agli occhi degli odiatori e delle frange estremiste anti-israeliane, è quella di aver convintamente difeso e promosso il “progetto Baita”. Si tratta di una lodevole iniziativa di accoglienza che, fin dal 2023, permette a numerose famiglie israeliane di soggiornare in Valsesia. Un progetto di solidarietà concreta che la deriva ideologica dei fanatici della causa palestinese ha trasformato in un pretesto per una spietata caccia all’uomo istituzionale.  

Data la gravità della situazione e il movente di terrorismo politico, il caso ha rapidamente superato i confini della magistratura locale. Il fascicolo d’indagine, inizialmente aperto presso la Procura di Vercelli, è stato ufficialmente trasmesso alla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Torino, sotto il coordinamento del procuratore capo Giovanni Bombardieri. L’ipotesi di reato su cui lavorano alacremente i carabinieri della Compagnia di Borgosesia è pesante: “Violenza o minacce a un corpo politico, amministrativo o giudiziario”.  

L’obiettivo prioritario degli inquirenti è ora quello di effettuare i necessari accertamenti tecnici sull’indirizzo e-mail per stabilire se la missiva sia riconducibile allo stesso soggetto che il 18 giugno scorso spedì a Bondetti la busta con un proiettile calibro 40 Smith & Wesson, accompagnato da un foglio intimidatorio, o se ci si trovi di fronte a un secondo autore. Identificare la matrice dell’attacco serve a comprendere il livello di organizzazione e pericolosità che si muove dietro questa campagna d’odio locale. Resta il fatto che, tra proiettili e sentenze d’inferno, la solidarietà a Israele in Italia è diventata un rischio reale sulla pelle degli amministratori. 

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