”Non sa in che nassa si è infilato” e “mi ritorni in mente” di Lucio Battisti
Stefano Bisi.
Secondo me a Siena scherzano con il fuoco. Il fuoco ha un cognome: Monaci. Facendo andare indietro la lancetta del tempo fino al 2012 si troverà un episodio che portò al commissariamento dell’amministrazione comunale, perché non venne approvato il bilancio proposto dalla giunta del sindaco piddino Franco Ceccuzzi. A quel tempo l’allora presidente del consiglio regionale Alberto Monaci avvertì Ceccuzzi: “Caro Franco, non sai in che nassa ti sei infilato”. Erano dello stesso partito, ma avevano provenienze ed età diverse: Alberto era nato e cresciuto nella Democrazia cristiana e Franco nel Pci. Il terremoto ci fu. Cadde la giunta e arrivò il commissario Enrico Laudanna.
Gli spostamenti di questi giorni nella geografia politica del consiglio comunale non saranno terremoti, come tiene a sottolineare Pierluigi Piccini, ma indicano un movimento che potrebbe provocare qualche sconquasso.
La consigliera comunale Maria Antonietta Campolo passata da Fratelli d’Italia a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci resta nell’area di destra, ma adirata con i vertici del suo partito e pronta a far pagare caro il disinteresse verso il suo caso dimostrato dagli ex compagni di partito. Ma le sorprese più grosse potrebbero arrivare dal gruppo “Lorenza Bondi-Siena nel cuore, Marco Falorni Udc” che non ha cambiato solo nome ma soprattutto i connotati politici. Bondi è uscita da Forza Italia e dal partito azzurro le hanno chiesto di rimettere il mandato di consigliera comunale, ma resterà al suo posto. Ha promesso fedeltà al sindaco Nicoletta Fabio che, peraltro, il 6 marzo di quest’anno le ha affidato “l’attività ausiliaria di studio, indirizzo, proposta e vigilanza relativamente alle politiche delle attività produttive”. Alcuni spifferi dicono che guarderebbe con interesse a Fratelli d’Italia, ma da sempre ha un buon rapporto con l’associazione culturale Siena Ideale presieduta da Alfredo Monaci e chissà se è fantapolitica pensare ad un progressivo avvicinamento, insieme a Falorni, a un’area centrista che potrebbe puntare sulla candidatura a sindaco di Massimo Bianchi nel 2028. Già, 2028, a meno che le fibrillazioni di questi giorni che attraversano il centrodestra non provochino un terremoto come nel 2012.
Chi passeggia tra la Costarella e l’angolo dell’Unto e arriva fino al Continental, dice da qualche mese che il gruppo consiliare che ha come riferimento politico Monaci si sente poco considerato e in consiglio comunale è numeroso. Ne fanno parte, anche se con diversi livelli di legame con Monaci, il presidente dell’ente Ciacci, la capogruppo Armini e Pucci, Cortonesi e Cesareo. Non sono pochi e potrebbero aumentare se decidessero di migrare anche Bondi e Falorni. “Mi ritorni in mente” cantava Lucio Battisti e la frase “non sa in che nassa si è infilato” è ancora fresca nella memoria di chi c’era. Se nel 2012 era indirizzata a Ceccuzzi, oggi potrebbe valere non tanto per il sindaco Fabio ma per alcuni suoi sostenitori che, secondo gli spifferi, sarebbero un po’ troppo prepotenti.





