Il Borsino della margherita, Giani deve scegliere il petalo per la nomina del direttore generale della sanità toscana
Stefano Bisi.
Per ora, è la mattina del 10 luglio, sui telefonini dei giornalisti non è arrivata l’agenda degli appuntamenti del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Un’agenda di solito fittissima, perché il governatore cerca di essere ovunque. E’ probabile che si sia preso due o tre giorni di ferie, ma conoscendo il suo attaccamento al lavoro e al territorio toscano se è andato in montagna avrà scelto Loro Ciuffenna e se ha avuto il desiderio di una nuotata avrà privilegiato Donoratico, per essere pronto ad eventuali chiamate di emergenza.
In queste 48 o 72 ore di riposo, Giani sfoglierà la margherita fatta di quattro petali o più. Il numero non si conosce e nemmeno i nomi di chi ha risposto al bando per la nomina del direttore generale della sanità toscana che scade il 13 luglio. I manager adatti a ricoprire il ruolo che fino al 31 agosto sarà occupato da Federico Gelli non mancano e il presidente della Regione cerca di individuare quello che meglio può sostenere il lavoro dell’assessora Monia Monni, quasi a digiuno di sanità.
Proviamo a fare un Borsino sui nomi che sono circolati finora. Daniela Matarrese, medico, direttrice generale di Careggi, riesce a intavolare buone relazioni con tutti gli attori del settore ma ha minore dimestichezza con i numeri del bilancio. Ad oggi ha il 30% di possibilità di essere nominata. Marco Torre, economista, direttore generale dell’Asl Toscana Sud Est da un anno e mezzo, proveniente dalla Fondazione Monasterio, gode di buona reputazione e a lui è stato assegnato il delicato compito di conciliare efficienza e campanilismo di chi vorrebbe un ospedalino sotto la propria casa. Ha il 30% di possibilità di essere nominato. Valerio Mari, ingegnere, è direttore generale dell’Asl Toscana Centro e il suo mandato scade a metà ottobre di quest’anno. Ha il 20% di probabilità di essere nominato. Antonio Barretta, economista aziendale, professore ordinario, è direttore generale dell’Aous e attore principale dell’ammodernamento edilizio del policlinico delle Scotte che non è ancora terminato e forse proprio per questo il presidente della Regione potrebbe dirgli di restare a Siena, perché difficile trovare da queste parti manager capaci di portare in fondo progetti importanti e milionari. Conosce la macchina regionale per essere stato direttore generale dell’ente. Possibilità di essere nominato al 20%.
Ma Giani ci ha abituato a nomine inaspettate. Chissà se anche questa volta il fresco di Loro Ciuffenna o le onde di Donoratico non ispirino una mossa a sorpresa. Il Borsino prosegue con gli aggiornamenti.





