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Il cardato di Prato sempre più vicino all’Igp, l’ingegno della città verso un traguardo storico

Il cardato riciclato pratese, simbolo di una tradizione manifatturiera unica al mondo, è sempre più vicino a ottenere l’Indicazione geografica protetta (Igp). Un riconoscimento che potrebbe arrivare già entro l’estate e che rappresenterebbe un passaggio storico per il distretto tessile di Prato.

Il percorso è stato al centro del convegno “L’ingegno pratese fra tradizione e futuro”, ospitato a Roma nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati. Un appuntamento molto partecipato, che ha visto una vera e propria mobilitazione del territorio: imprenditori, istituzioni, associazioni di categoria e studenti universitari hanno raggiunto la capitale per sostenere un progetto considerato strategico per il futuro del distretto.

L’obiettivo dell’Igp è chiaro: tutelare e valorizzare una produzione sostenibile, basata sul riciclo tessile e su una filiera locale a chilometro zero. Il riconoscimento consentirebbe al cardato riciclato pratese di avere un’identità ufficiale e riconoscibile a livello internazionale, aumentando la competitività delle imprese e il dialogo con i grandi marchi della moda, sempre più attenti ai temi ambientali  .

Il percorso tecnico è già avviato: esistono un disciplinare, un marchio e un incarico affidato a uno studio specializzato di livello nazionale per accompagnare l’iter verso il riconoscimento, sia italiano che europeo. «Siamo davanti a un passaggio fondamentale – ha spiegato il presidente dell’Associazione Cardato Riciclato Pratese, Alessandro Sanesi – e vogliamo procedere con attenzione, senza errori, affidandoci a professionisti del settore»  .

A chiudere i lavori è stato l’intervento del vice ministro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Valentino Valentini, che ha sottolineato il valore nazionale dell’esperienza pratese. Valentini ha rimarcato come il cardato riciclato rappresenti un esempio concreto di economia circolare applicata all’industria, capace di coniugare tradizione produttiva, innovazione e sostenibilità ambientale. Un modello che, secondo il vice ministro, può diventare un punto di riferimento per altri distretti italiani e rafforzare l’immagine del Made in Italy sui mercati internazionali.

Nel corso della giornata è stato dato spazio anche alla storia del distretto, con la proiezione del docu-film “Il Re degli Stracci”, dedicato all’imprenditore pratese Enrico Befani, a testimonianza di un sapere industriale che affonda le radici nel passato ma continua a rinnovarsi guardando al futuro.

Con l’Igp all’orizzonte e il sostegno delle istituzioni (era presente l’onorevole Erica Mazzetti), il distretto tessile di Prato si prepara dunque a una nuova fase: trasformare una tradizione secolare in un marchio di eccellenza riconosciuto e protetto, capace di raccontare al mondo una storia di ingegno, sostenibilità e identità territoriale.

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