La sicurezza e la sentenza sulla strage di Viareggio, che cosa impariamo da questa vicenda
Luigi Caroppo sul Quotidiano Nazionale commenta la sentenza che ha visto la condanna dell’ex ad delle Ferrovie Moretti per la strage di Viareggio. Anche la storia più recente, anche se non è sedimentata e quindi non è ancora capace di aver analizzato tutti gli elementi di una vicenda che interessa la nostra collettività, può già parlare e dare segnali che non possono essere ignorati.
Senza scendere nei dettagli processuali (semmai c’è da sottolineare ancora una volta la lunghezza del giudizio prima di arrivare alla parola fine) e nelle considerazione che tutti i protagonisti porteranno per sempre con loro, si può evidenziare che ancora una volta il tema della sicurezza, in qualsiasi istante delle 24 ore giornaliere e in qualsiasi modalità e scenario, deve essere primario, fondamentale, essenziale e imprescindibile.
La sicurezza riguarda chi lavora, le comunità, riguarda tutti. Deve essere un diritto (quante volte è stato ribadito, ad esempio, il diritto a tornare a casa per i lavoratori) e deve essere un dovere (per chi dà lavoro e a maggior ragione per chi ha in mano la gestione di importanti infrastrutture nazionali). La sicurezza sui luoghi di lavoro è un valore su cui purtroppo bisogna ancora incidere. L’opinione pubblica, la mobilitazione, il pressing che nasce dalla tragedia e dal dolore, devono essere sempre presenti. Mai dimenticarci della nostra storia, anche recente appunto, perché offre insegnamenti che un paese civile non può ignorare, che un paese, protagonista del terzo millennio della rivoluzione tecnologica, deve mettere al primo posto delle esigenze.
Solo se c’è un’assunzione di responsabilità collettiva allora definitivamente sarà dato sostegno forte e consapevole al senso di giustizia raggiunto. Anche la storia recente sia monito continuo, sia pagina del nostro presente per una crescita nell’immediato futuro, si trasformi in faro per le nuove generazioni.





